Il 2 Giugno non si tocca

30/05/2026

MEMORIA E COSTITUZIONE

Come ViviAmo Vittuone esprimiamo profondo rammarico nel constatare che uno dei primi atti della nuova amministrazione sia stato quello di modificare radicalmente una celebrazione che da anni rappresenta un momento condiviso di memoria, partecipazione e unità per la nostra comunità.

Nonostante una delibera della precedente Giunta avesse approvato il tradizionale programma del 2 Giugno, con il ritrovo alla stele degli “Alberi della Memoria”, la partecipazione di ANPI e il corteo verso la piazza, la nuova sindaca ha deciso di eliminare proprio quel momento, senza nemmeno procedere alla revoca formale dell'atto precedentemente approvato.

Al di là degli aspetti amministrativi, rimane una scelta dal forte valore simbolico: cancellare il passaggio alla stele dedicata alla memoria e impedire ad ANPI di portare il proprio contributo durante la celebrazione pubblica della Festa della Repubblica.

Le motivazioni addotte appaiono francamente poco convincenti. Sostenere che il 2 Giugno non debba essere collegato alla memoria della Resistenza significa ignorare il percorso storico che ha portato alla nascita della Repubblica e della Costituzione. Senza la Liberazione non ci sarebbe stato il referendum del 1946 e non ci sarebbe stata la Repubblica che oggi celebriamo.

Ci preme ricordare tre fatti

Il primo: da quando esistono gli Alberi della Memoria, nessuna amministrazione comunale, di qualsiasi colore politico, né alcun commissario prefettizio, aveva mai messo in discussione quel momento commemorativo.

Il secondo: la sindaca Comerio non è una spettatrice esterna di una tradizione che non conosce. Nel 2023 e nel 2024 era presente alle celebrazioni del 2 Giugno presso la stele degli Alberi della Memoria insieme ad ANPI e alle associazioni, come documentano le fotografie allegate a questo post. Per questo la scelta di eliminare oggi quel momento appare ancora più incomprensibile. Se quella celebrazione era giusta e condivisibile fino a pochi mesi fa, cosa è cambiato? Le convinzioni oppure le compagnie?

Il terzo: quest'anno ricorrono gli 80 anni della Repubblica Italiana. È una ricorrenza dal valore straordinario. Fu il primo voto nazionale a suffragio universale, il momento in cui anche le donne italiane poterono finalmente esercitare pienamente il proprio diritto di voto. Una conquista democratica che non può essere separata dalla storia di chi ha combattuto per restituire libertà e diritti al nostro Paese.

Una sindaca donna dovrebbe essere particolarmente consapevole di questo passaggio storico. Se oggi può ricoprire la più alta carica cittadina è anche grazie a chi ha lottato, si è sacrificato e ha costruito le condizioni perché l'Italia diventasse una Repubblica democratica fondata sulla libertà, sull'uguaglianza e sulla partecipazione.

Per questo riteniamo particolarmente grave che proprio nell'ottantesimo anniversario della Repubblica si scelga di interrompere una tradizione che univa memoria, riconoscenza e partecipazione.

Si poteva scegliere qualsiasi altra occasione per segnare una discontinuità politica. Non il 2 Giugno. Non la Festa della Repubblica. Non la memoria condivisa di una comunità.

ViviAmo Vittuone non resterà in silenzio. Saremo al fianco di ANPI e di tutti coloro che credono nei valori della Costituzione, della Repubblica e della democrazia, perché la memoria non appartiene a una parte politica: appartiene a tutti.

Per questo motivo invitiamo tutti i cittadini che credono nei valori della Repubblica, della Costituzione e della memoria democratica a ritrovarsi martedì 2 giugno alle ore 9.00 presso la Stele degli Alberi della Memoria insieme ad ANPI, nel rispetto del programma originariamente approvato.

Un momento di ricordo e riconoscenza verso chi ha contribuito a costruire la libertà e la democrazia di cui oggi tutti godiamo.